eidon - Roma 21 Mag 2007 Inps INPS - Forum della Pubblica Amministrazione (archivio) (EIDON) - 182498 : (Fabio Frustaci / EIDON), 2007-05-21 Roma - INPS - Forum della Pubblica Amministrazione (archivio) - Inps
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Inps, molte più malattie nell’impiego pubblico che nel privato

L’impiego pubblico è una calamita di malattie. Molto più del privato, almeno. E’ quanto rileva l’ultimo studio dell’Inps, che di recente ha pubblicato i dati relativi alle assenze sul lavoro in Italia. Il periodo preso in considerazione è ancora il 2015, conferma della lentezza con cui è possibile formulare statistiche in ogni settore. Nonostante ciò, i risultati paiono per lo meno interessanti anche per l’attualità.

Lo studio Inps sottolinea che il 57% dei dipendenti pubblici si è assentato almeno per un giorno causa malattia nell’arco del 2015. Per gli impiegati privati invece la percentuale si ferma al 38%, quasi 20 punti percentuali in meno. La differenza salta subito all’occhio.

A onor del vero il numero di giorni di assenza per malattia non vede una forbice così ampia. A fronte dei 18,4 medi del pubblico, il privato arriva a 17,6. Il punto è però che per gli impiegati pubblici spesso ci si prende un solo giorno d’assenza. I primi giorni di malattia sono un quarto del totale, contro il 12,1% del privato.

Nel complesso l’assenza motivata da problemi di salute è aumentata nel settore pubblico per il quadriennio 2012-2015. In media si parla di un 11,9% in più, con picchi del 20% in Umbria e Molise. Al contrario il privato mostra un trend negativo in ben nove regioni, con più attaccamento alle giornate di lavoro (o più fortuna, chissà). In tutto il dato è comunque preceduto dal segno positivo, ma per uno 0,4% che può essere frutto di semplice varianza.

In un settore lavorativo in continua evoluzione, anche per l’introduzione di voucher, l’aumento di giorni per malattia può destare qualche sospetto. Non è da escludere che il sistema attuale venga riformato, prevedendo una decurtazione dopo un tot di giorni di malattia. Anche perché una media di 18 giorni è francamente troppo alta. Indipendentemente dal tipo di contratto o lavoro.

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