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I 3 motivi per cui non verranno proposte le “tasse sui robot”

La proposta di Bill Gates di tassare i robot lavoratori può essere una provocazione, ma anche una lucida previsione sul mercato del lavoro. In un’economia che cerca manodopera a prezzo sempre minore, il lavoro delle macchine può portare una serie di vantaggi di immediata comprensione. Ma pensare davvero al varo di tasse ad hoc contro i robot al momento pare assurdo. Per almeno tre ragioni.

  • I robot convengono a pochi settori di produzione. Si calcola che nei prossimi anni le macchine possono sostituire il lavoro di ben 8 milioni di persone negli Stati Uniti, addirittura 15 nel Regno Unito. Un gran risparmio per i capi delle aziende? Sì, ma diminuire il potere di acquisto di 23 milioni di cittadini anglo-americani (più le loro famiglie) avrebbe un effetto disastroso sul mercato. E sulle stesse aziende. Non bisogna dimenticare che tanti dipendenti sono anche clienti delle imprese per cui lavorano. Per questo si procede con titubanza nell’immissione di robot nel lavoro.
  • Il “lavoro in nero” potrebbe raggiungere picchi elevatissimi. Con gli attuali sistemi di controllo, per un’azienda sarebbe semplice dichiarare l’impiego di dieci robot e poi impiegarne il doppio. Una tassa sui robot potrebbe essere introdotta solo nel momento in cui ci saranno i mezzi per controllarne l’effettivo pagamento da parte delle aziende. E questo momento non è ancora vicino. Per costruire una tecnologia in grado di controllare la tecnologia servono fondi. Recuperarli proprio con la tassa sui robot crea un inutile circolo vizioso, cancellando gli eventuali guadagni portati allo Stato dall’introduzione della tassa stessa.
  • L’opinione pubblica potrebbe reagire in modo negativo, soprattutto per chi è a favore dell’impiego della tecnologia in ambito lavorativo. L’introduzione di una legge che controlli l’utilizzo dei robot potrebbe essere vista come una limitazione ai progressi della scienza. Inutile negare che la tecnologia viene sperimentata solo quando si spera di poter ottenere un vantaggio cospicuo. Ridurre il margine di profitto significa condizionarne il successo, costringendo la scienza a rimanere bloccata su un progetto altrimenti ormai quasi ultimato. Qualsiasi governo dovrebbe prendere in considerazione la reazione del popolo, o di una parte di esso, a una simile imposizione.
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