Economia

Manovra correttiva, le 5 opzioni per accontentare l’UE

L’Unione Europea ha abbassato le sue richieste all’Italia, chiedendo una manovra correttiva da 2,5 miliardi di euro. Uno sconto importante rispetto ai 3,2 ipotizzati in precedenza, ma a diversi Paesi interessa evitare il tracollo finanziario per la nostra penisola. Che però deve trovare quei 2 miliardi e mezzo, senza possibilità di un’ulteriore concessione. Anche perché il PIL è tra i peggiori all’interno della Comunità. Le opzioni che si parano davanti al Ministro dell’Economia Padoan sono cinque:

  • Estensione dello split payment – Il sistema per combattere l’evasione fiscale può essere applicato nel settore pubblico e non solo nelle amministrazioni. La resistenza delle aziende può essere superata promettendo minore attesa nei rimborsi per sopperire alla minore liquidità in cassa. Se il sistema funziona, può fruttare fino a un miliardo di euro allo Stato.
  • Aumento della tassazione sui giochi – Il gambling permette garantisce all’Erario poco più di 3 miliardi di euro all’anno. Con un inasprimento fiscale si può arrivare a prendere anche un centinaio di milioni di euro in più senza compromettere troppo il sistema. Sarebbe positivo anche l’impatto sull’opinione pubblica, meno su quella degli esercenti.
  • Modifica delle agevolazioni fiscali – Se applicata con prudenza, può portare introiti importanti senza gravare sui cittadini più bisognosi. Si potrebbero rivedere in base al reddito (interessando solo chi ha una soglia piuttosto alta) quei servizi di importanza secondaria, come visite dai veterinari o esami sportivi. Nessun impatto sui ceti bassi, poche ripercussioni dai medio-alti.
  • Centralizzazione degli acquisti pubblici – Con la Consip l’ipotesi è produrre un extra gettito da 700 milioni di euro, proprio centralizzando gli acquisti pubblici. Un’altra cifra importante che può permettere di avvicinarsi alla meta, ma bisogna valutarne gli effetti sull’immagine del ministero.
  • Accise sulla benzina – Senza dubbio la soluzione più impopolare, può essere presa in considerazione qualora tutte le altre opzioni creassero problemi. L’aumento del prezzo della benzina è una delle principali cause di malcontento dell’elettorato, e per questo va tenuta come ultima carta. Ma a mali estremi…
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