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Trump rilancia Wall Street, si rischia una nuova bolla?

L’elezione di Donald Trump nel ruolo di presidente degli Stati Uniti ha spaccato in due l’opinione pubblica americana e internazionale. Ora più che mai il leader a stelle e strisce avrà puntati su di sé gli occhi dell’intero pianeta, pronto a cogliere ogni minimo passo falso e apprezzare decisioni positive. Il primo grande rischio arriva però dalla linea politica che pare voglia attuare in campo finanziario.

Già in campagna elettorale Trump aveva sottolineato l’importanza delle imprese e la sua volontà di ridurre le tasse che sono costrette a pagare. A questo provvedimento si affiancherebbe lo smantellamento della Dodd-Frank di Obama e di tutti gli emendamenti che limitano la speculazione finanziaria. L’intento di queste leggi era chiaramente impedire una nuova crisi americana e globale, ma il presidente americano non sembra spaventato dal pericolo e vuole portare il mercato a scatenare i suoi “istinti animali”, per usare una formula felicemente coniata da Adam Friedman.

A confermare la direzione che potrebbe prendere la politica economica di Trump è la stessa composizione della sua amministrazione. Ben cinque membri infatti hanno fatto parte della Goldman Sachs, banca d’affari che si occupa di investimenti e risparmi. Tra di loro il Segretario del tesoro, Steven Mnuchin.

Cosa significa in termini pratici? Nei cinque anni di mandato Trump ha tutto il tempo di scatenare una nuova corsa agli investimenti. Anche poco controllati, anche poco saggi. In questo modo il pericolo di una nuova bolla finanziaria, dopo quella del 2008, aleggia non solo sulla popolazione statunitense, ma sull’intero pianeta. I risparmiatori USA sono avvisati, il rischio di trovarsi di nuovo in mutande aumenta con il passare dei giorni in un regime di deregulation. Nonostante la storia abbia insegnato quanto il mercato allo sbando possa essere devastante per l’economia.

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