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Lavoro, ecco i posti migliori in Italia

Il lavoro in Italia scarseggia, soprattutto i più giovani hanno palesi difficoltà a destreggiarsi tra proposte occupazionali al limite dello sfruttamento e la decisione di continuare a seguire con grande forza di volontà il percorso fatto fino a quel momento. L’altra faccia della medaglia parla però di una serie di realtà aziendali dove in tanti vorrebbero lavorare. Non parliamo di stipendi milionari, magari non si tratta neppure di grandi colossi, ma per i propri dipendenti restano “Great Place to Work”. È questo il nome dell’Istituto che annualmente stila un rapporto accurato e dettagliato sugli ambienti di lavoro sia in Italia che nel mondo, raffrontando le statistiche con quelle delle altre realtà delle stesse dimensioni.

A sorpresa, la vetta tra le grande imprese è la catena alberghiera Hilton. Di proprietà della celeberrima Paris, il noto brand del ricevimento internazionale abbina la qualità del proprio servizio ad un trattamento ottimale dei propri dipendenti. Da notare che sul podio non si piazza nessun marchio italiano, abitualmente poco abituata a realtà aziendali con più di 500 impiegati, ed è per questo che a dominare sono i brand stranieri. Dopo l’Hilton, ecco il dominio del settore finance e assicurativo, con ConTe.it che supera American Express Italia.

Tra le imprese di medie dimensioni è ancora un’azienda estera a meritare la prima posizione: la Cisco Systems rappresenta una delle massime aspirazioni nel mondo informatico e delle telecomunicazioni, ma in questo caso l’Italia riesce a difendersi abbastanza bene. Tra le aziende che vantano tra 50 e 500 impiegati, nella Top 25 figurano ben 12 realtà tutte italiane. Una delle realtà che più differisce dalle altre è l’agenzia del lavoro MAW Men at Work, capace di salire agli onori della cronaca per un incoraggiante 76% di presenza femminile nei ruoli cosiddetti “di comando”. Numeri che fanno ben sperare nel futuro, con la possibilità di incrementare le medie nazionali ferme tra il 36% delle grandi aziende e il 39% delle medie imprese.

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Si difendono bene anche le piccole imprese, quelle cioè con un numero di dipendenti tra i 20 e i 49, che riescono a “piazzare” 8 rappresentanti nella classifica di GPTW: inutile negare il ruolo sempre più importante delle realtà che si occupano di digital revolution e di risorse umane, opzioni sempre più presenti sul territorio nazionale e che si distinguono per quella ventata di innovazione e di gestione che rende più felici anche i dipendenti.

 

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