Droni con telecamera: un boom destinato a durare
Economia

Droni con telecamera: un boom destinato a durare

In questi anni l'utilizzo dei droni con telecamera è diventato sempre più frequente, al punto da portare ad un abbattimento dei costi di acquisto

L’evoluzione dei droni e il loro boom in ambito civile, li stanno rendendo oggetti sempre più di consumo. Quello che fino a poco tempo fa, era visto come un prodotto d’èlite, riservato soprattutto alle grandi potenze militari, al giorno d’oggi, è sempre più diffuso anche tra la gente comune.

È stato stimato che, entro dieci anni, almeno 7,5 milioni di aeromobili sorvoleranno case e teste degli europei, e saranno tutti utilizzati solo in ambito civile. Numeri impressionanti, per quel che è ormai un vero e proprio business.

Per capire le potenzialità di questa invenzione, bisogna uscire al di fuori del concetto militare a cui, da sempre, è associato. Entro il 2020 la dimensione del mercato del drone globale crescerà del 42% nell’agricoltura di precisione, nel 26% nei media e nell’intrattenimento, del 36% nell’ispezione e nel monitoraggio delle infrastrutture e del 30% nelle attività ricreative

I droni con telecamera

La tecnologia moderna, ha permesso di creare vari tipi di droni. Negli ultimi anni, l’aeroveivolo più diffuso in ambito civile è senza dubbio quello dei droni con telecamera incorporata. La sua estrema semplicità di utilizzo e il suo basso costo, ne fanno uno strumento abbastanza comune al giorno d’oggi. Questo modello può essere usato sia in ambito cinematografico o fotografico, sia come strumento di sorveglianza.

Se si digitano su google i termini “drone con telecamera” si otterranno 3.700.000 risultati. Se si utilizza il suo plurale, se ne potranno avere 9.660.00. Confrontando i prezzi di acquisto che girano in rete si va da strumenti super equipaggiati a tre zeri, ad aerovelivoli molto più economici al costo di un capo di vestiario.

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Tutto nasce dal tipo di utilizzo che si vuole fare dell’oggetto in questione. Ciò che distingue questi droni gli uni dagli altri, sono, infatti, le specifiche tecniche.

I cosiddetti “droni professionali” hanno una maggior autonomia di volo, utilizzano riprese in 4k e possono essere comandati ad una distanza che arriva anche a 6.000 metri. Inoltre, hanno una resistenza maggiore in modo che non si rompano dopo un qualunque scontro. Questi vengono utilizzati soprattutto per riprese in spazi aerei dove, altrimenti, sarebbe impossibile arrivare. Si pensi, ad esempio, a posti isolati o ad anfratti difficili da esplorare.
Aeromobili più economici, producono immagini a più bassa qualità e hanno meno autonomia. Questi ultimi sono ad uso esclusivamente amatoriale, ma ciò non significa che siano giocattoli. Le loro specifiche tecniche, infatti, li rendono utili sia nell’ambito della sorveglianza casalinga e/o commerciale, sia per effettuare riprese video o fotografiche di buona qualità.

In generale, il successo di questi droni si deve alla capacità che hanno di poter essere controllati anche attraverso smartphone e tablet e alla sempre maggiore maneggevolezza sulla lunga distanza.

Boom di acquisti

Secondo una recente inchiesta, la domanda di droni con videocamera si è quadruplicata dal 2015 al 2016 con un del 270%. Sono cresciuti in modo rilevante le richieste di Droni con videocamera 4k. Questo modello ha superato per la prima volta quella relativa alle macchine con videocamera Full HD. Questo significa che, nonostante sia il più costoso, la gente lo preferisce a modelli più economici ma meno funzionali dal punto di vista qualitativo. Visto il boom di dimande di questo modello, si è anche abbassato il prezzo di circa il 26%.

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In generale, però, va notato che tutti i prezzi di acquisto hanno subito una flessione: dai modelli FULL HD (-33%) a quelli VGA (-40%). Questi ultimi, ormai, vengono comprati a prezzo di saldo perchè considerati obsoleti e poco più che giocattoli.

Se il mercato manterrà questa tendenza, i dati citati in apertura, potrebbero essere disattesi in meglio. Si può, quindi affermare che, ad oggi, possedere un aeromobile, sia diventato una sorta di “status sociale”.

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